Nanni Moretti, il caimano e la nostra italietta
Regia di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando, Margherita Buy, Elio De Capitani, Michele Placido, Nanni Moretti.
Con "Il caimano", Nanni Moretti entra in campagna elettorale? Chissà. L’uscita de "Il caimano" è stata infatti temuta da alcuni per il contenuto che si preannunciava politicamente esplicito proprio in piena campagna elettorale. C’è senz’altro un contenuto politico molto forte nel plot, ma in realtà il vero evento è che il volto di Silvio Berlusconi entra nella storia del cinema italiano. La filmografia di Moretti è l’antitesi della parabola catodica berlusconiana, fatta di omissioni e di superficialità. Da una parte il cinema impegnato, raccontato e anche sbeffeggiato con autoironia nel film; dall’altra il telemondo disimpegnato. Insomma "Il caimano" è una commedia politica. Sempre in bilico tra frustrazioni familiari (il solito ruolo nevrotico per Margherita Buy) e pubblica indignazione. Negli avvitamenti della trama c’è un eco de "Il grande dittatore" e dei suoi sdoppiamenti cittadino/dittatore. Berlusconi è anche Michele Placido (primo attore capriccioso) e Moretti stesso nel finale del film nel film (molto interessante quando fa l’antipatico). Ma non c’è semplicemente la politica in senso diretto. C’è il gioco del cinema, delle metafore. Il film racconta soprattutto la difficoltà di raccontare certe storie in un paese storicamente votato all’autocensura. Nanni Moretti interpreta l’ennesimo attore che rifiuta la parte del premier nel traballante film che Silvio Orlando cerca di produrre. Dice Moretti: che senso ha parlarne ancora? Sono cose dette e ridette, chi sa sa e chi non sa non vuole sapere.